Da sx: la dirigente Annalisa, Vittoria sorretta da Chiara, Michela, Valentina, l’allenatore Paolo e Gabriel, Ginevra e Miriam che regge Matilde (capitano di giornata)
L’atmosfera in palestra, prima ancora del primo fischio, diceva già tutto: una bolgia vera, di quelle che si respirano nelle grandi occasioni. Un tifo caldo, continuo, coinvolgente, degno più di una gara di cartello di Serie A che di un campionato giovanile: tamburi, trombe da stadio e cori! Un contesto così non è solo contorno: è energia pura che arriva in campo, ed è giusto riconoscerlo e ringraziare chi ha reso possibile uno spettacolo del genere.
Il tifo da stadio!
Alle ragazze va un applauso ancora più grande. Il risultato finale non racconta fino in fondo quello che si è visto. Rispetto alla gara di andata, dove la partita sembrava già segnata prima ancora di iniziare, questa volta si è vista una squadra viva, combattiva, capace di restare dentro al match. Hanno lottato su ogni pallone, hanno attraversato momenti di difficoltà individuale, ma – ed è questo l’aspetto più significativo – ne sono uscite insieme. C’è stato un passaggio, quasi impercettibile ma decisivo, in cui il gruppo ha scelto di non cedere. E questo, lo ammetto, è stato emozionante: forse per la prima volta si è vista davvero una squadra rinascere dalle proprie difficoltà. Viene in mente quella battuta tra Tony Stark e Captain America: “Perderemo” — “Faremo anche questo insieme”. Ecco, lo spirito è esattamente questo. A questa età, prima ancora del risultato, ciò che conta è imparare il valore del gruppo, del sacrificio e del restare unite.
Carica prima del fischio d’inizio: da qui comincia lo spirito della partita
Un momento di gioco, prima di una battuta
Poi c’è stata la partita vera e propria. Una gara combattuta, più di quanto il punteggio possa raccontare. Le avversarie di Novara sono state portate fino al 18 per la prima volta, costrette a sudarsi ogni punto. Gli scambi sono stati lunghi, intensi, e ogni pallone ha richiesto attenzione, coraggio e determinazione. Alla fine lo 0-5 premia giustamente le avversarie, ma non cancella quanto costruito in campo. Anzi, il riconoscimento più bello arriva proprio da loro, con quel “vi aspettiamo in finale” che vale quasi quanto una vittoria.
