Quando allenatori e dirigenti presentarono l’iscrizione delle nostre ragazzine al campionato, il messaggio fu chiaro fin dal primo giorno: «Ci iscriviamo per fare esperienza. I risultati non sono la priorità. Se perderemo tutte le partite non sarà un problema: sarà una palestra importante per l’anno prossimo, quando potremo dire la nostra».

Parole che, lo ammetto, colpirono anche chi scrive. Noi genitori le accogliemmo con qualche perplessità, ma il ragionamento era più che condivisibile. Le ragazze si erano avvicinate da poco alla pallavolo giocata realmente a sei, dopo qualche torneo e pochi test interni.
Torna, anzi, alla mente il torneo di inizio stagione a Canegrate, disputato poco prima dell’esordio in campionato. In quel momento sembrava quasi un’impresa riuscire a giocare bene a sei: i buchi in campo erano molti più delle azioni costruite e ogni punto conquistato richiedeva uno sforzo enorme.

Oggi, guardando indietro, il percorso compiuto assume ancora più valore.

Dieci partite di campionato, un quarto di finale secco, una semifinale andata e ritorno contro una squadra che fino a quel momento non aveva mai conosciuto la sconfitta e, infine, la finale per il terzo posto. Un cammino lungo, fatto di alti e bassi, di gioie e delusioni, di paure superate e coraggio trovato nei momenti più difficili.

E queste ragazzine hanno saputo ribaltare completamente ogni pronostico.

Che il risultato finale sia un terzo o un quarto posto conta relativamente. Quello che conta davvero è la crescita mostrata durante tutta la stagione. Un piazzamento tra le prime quattro rappresenta un traguardo che, a settembre, tutti avremmo firmato per ottenere.

Nella finale per il terzo posto le biancorosse hanno chiuso la stagione nel migliore dei modi. È stata una gara combattutissima, giocata punto a punto dall’inizio alla fine. I parziali di 19-17 e 17-15 raccontano perfettamente l’equilibrio visto in campo, ma nei momenti decisivi le ragazze della Pallavolo Lonate Ferno hanno trovato qualcosa in più.

Un pensiero va anche alle avversarie, uscite dal campo tra le lacrime per la delusione del momento. Ma una sconfitta non cancella quanto di buono costruito durante la stagione. Come vale per le nostre ragazze, anche per loro questo percorso rappresenta soprattutto una tappa di crescita. Il quarto posto finale resta un risultato di assoluto valore e questo stop può diventare semplicemente un punto da cui ripartire con ancora maggiore determinazione nella prossima stagione (e, se il calendario lo permetterà, sarà bello ritrovarsi come U13).

Ora però è già tempo di guardare avanti. Da settembre inizierà l’avventura in Under 13 e il livello si alzerà ulteriormente. Ci saranno gli impegni PGS e quelli FIPAV, dove la concorrenza sarà ancora più impegnativa. Una nuova sfida attende questo gruppo, con la speranza che possa regalare le stesse soddisfazioni vissute durante questa splendida stagione.

Prima di chiudere, doveroso un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questo percorso. A Paolo (e poi anche Stefy), per la crescita tecnica e umana delle ragazze e per la disponibilità dimostrata durante tutto l’anno. Ad Annalisa, presenza costante e punto di riferimento indispensabile dietro le quinte e in panchina. Ai genitori, sempre pronti a dare una mano, a sostenere e ad accompagnare la squadra. Ai tifosi, parenti e non, che hanno fatto sentire il loro calore in ogni partita. Alle altre squadre Under della società, per il tifo, la vicinanza e gli allenamenti condivisi.

E infine a chiunque abbia contribuito, in qualsiasi modo, a questa bellissima esperienza.

Perché un puzzle non sarebbe lo stesso senza tutti i suoi pezzi.

Forza formichine, e in bocca al lupo per la prossima avventura.